Ottone, nylon o inox: ad ogni uso il suo. E le giuste certificazioni per ogni ambiente
Quella del pressacavo può sembrare una scelta semplice, ma se fatta con troppa leggerezza potrebbe compromettere la sicurezza di un intero impianto. Questo raccordo meccanico, infatti, garantisce il passaggio sicuro e stagno dei cavi attraverso le pareti di quadri elettrici, contenitori, macchinari e strutture, assicurando al contempo la protezione contro polvere, umidità e altri agenti esterni. Teaflex ne offre un’ampia e articolata gamma, differenziata per materiale, grado di protezione e campo di impiego: comprenderne le differenze è il primo passo per fare la scelta corretta.

Ottone, nylon o acciaio inossidabile?
La scelta del materiale è il primo criterio di selezione per un pressacavo. I modelli in ottone nichelato sono tradizionalmente preferiti per applicazioni industriali: robusti, resistenti alla corrosione ordinaria e con ottima tenuta meccanica, si prestano agli ambienti produttivi. I pressacavi in poliammide (nylon PA6 o PA66) vantano maggiore leggerezza. Più economici e resistenti a svariati agenti chimici sono ideali per applicazioni civili. I modelli in acciaio inossidabile (AISI 316L), infine, si dimostrano la scelta perfetta per ambienti particolarmente aggressivi, come impianti chimici, alimentari, off-shore, marini od ovunque sia necessaria la massima resistenza alla corrosione.



Gradi di protezione e certificazioni: dall’IP54 all’ATEX
Il secondo criterio di selezione del giusto pressacavo è il grado di protezione IP richiesto per la sua applicazione. Teaflex conosce bene la varietà di esigenze e, non a caso, i suoi prodotti spaziano dalle versioni IP54 per ambienti standard fino alle versioni IP68 per applicazioni sommerse o in presenza di elevata umidità e acqua. Per gli ambienti con rischio di esplosione (come depositi di carburanti, impianti chimici o raffinerie) esiste infine la versione con certificazione ATEX, che garantisce conformità alle direttive UE e ai relativi standard tecnici EN 60079. I pressacavi ATEX di Teaflex sono progettati per contribuire alla sicurezza degli impianti installati in atmosfere potenzialmente esplosive, nel rispetto delle prescrizioni previste dalle relative certificazioni.


Dai cavi armati all’uso marino
Tra le varie tipologie di pressacavi esistono poi quelli “specifici per cavi specifici”, come ad esempio gli “armati”. Si tratta in poche parole di cavi dotati di armatura metallica per la protezione meccanica. Per loro Teaflex ha pensato a modelli ad hoc con sistema di bloccaggio integrato così da garantire continuità dell’armatura e la messa a terra. Questo dettaglio è fondamentale nelle applicazioni industriali in cui la tenuta meccanica del cavo si fa requisito di sicurezza. Per i già citati ambienti marini e off-shore, infine, le versioni in ottone o acciaio inossidabile con guarnizioni in EPDM offrono la resistenza all’acqua salata e agli agenti corrosivi atmosferici tipici di questi contesti estremi.

Quattro consigli quattro
Per essere certi di scegliere il corretto pressacavo Teaflex, considerate sempre quattro parametri fondamentali: il diametro esterno del cavo (che deve rientrare nel range di serraggio del pressacavo), il materiale in funzione dell’ambiente, il grado di protezione IP richiesto, e l’eventuale necessità di certificazioni speciali. Ricordate che un pressacavo sottodimensionato non sarà in grado di garantire la tenuta, mentre il sovradimensionato comprometterà la tenuta stagna per eccesso di gioco. In fase d’installazione è inoltre fondamentale serrare il dado di bloccaggio alla coppia raccomandata dal produttore: un serraggio insufficiente compromette la tenuta IP, mentre un serraggio eccessivo può deformare la guarnizione e ridurne l’efficacia nel tempo.
Per saperne di più: contatta i nostri uffici o visita il sito web
