Proteggono motori, impianti e “portafogli” meglio dell’avviamento diretto
Nelle applicazioni industriali, il momento più critico per un motore elettrico non è il funzionamento a regime, bensì la fase di avviamento. Non solo l’accensione assorbe corrente fino a sei o sette volte quella nominale, ma provoca pesanti sollecitazioni meccaniche (strappi su cinghie e giunti, usura di cuscinetti, contraccolpi nelle tubazioni, ecc.). In passato era diffuso il cosiddetto “avviamento stella-triangolo”, che sì riduceva la tensione iniziale tramite contattori, ma non risparmiava comunque al motore una transizione brusca. I soft starter rappresentano oggi la soluzione più efficace: permettono infatti un avviamento progressivo e controllato. Eaton propone svariate soluzioni di soft starter di alta qualità, tra cui la serie DS7 pensata per motori trifase con correnti da 0,8 fino a circa 200 A. Accendere per credere.

Come funziona un soft starter
Si tratta di un dispositivo elettronico che aumenta gradualmente la tensione applicata al motore durante l’avviamento. Il controllo avviene tramite tiristori SCR, componenti a semiconduttore che modulano la tensione senza parti meccaniche in movimento. In questo modo il motore accelera in modo progressivo, evitando picchi di corrente e sollecitazioni meccaniche. Quando infine raggiunge la velocità nominale, ecco che entra in funzione un contattore di bypass interno collegando direttamente il motore alla rete, così da ridurre perdite e dissipazione di calore nel quadro elettrico.
L’avviamento controllato riduce lo stress su tutta la catena meccanica collegata al motore: i componenti durano più a lungo e gli interventi di manutenzione, di conseguenza, si diradano. Nelle applicazioni con pompe si riduce anche il cosiddetto “colpo d’ariete”, proteggendo valvole e tubazioni. Un altro beneficio riguarda la rete elettrica: il picco di corrente più basso diminuisce le sollecitazioni sull’impianto e può ridurre i costi legati alla potenza impegnata. Nei sistemi progettati dalla multinazionale americana dell’energia, in più, grazie all’integrazione dello “SmartWire-DT” il cablaggio del quadro può ridursi fino all’85% rispetto alle soluzioni tradizionali.



La serie Eaton DS7: intuitiva efficienza
Il “soft starter DS7” è uno dei modelli più diffusi della gamma Eaton. Opera con tensioni di rete tra 200 e 480 V AC e correnti fino a 200 A, ed è conforme alle norme IEC/EN 60947-4-2, UL 508 e CSA. Tra le sue funzioni principali ci sono la rampa di tensione in avviamento, il soft stop per arresti controllati e il contattore di bypass integrato. L’intuitiva diagnostica tramite LED, inoltre, consente di verificare rapidamente lo stato operativo o eventuali guasti. Compattezza, semplicità d’installazione e integrazione digitale fanno della gamma soft starter di Eaton un sicuro e apprezzato punto di riferimento.


Soft starter o inverter?
Un dubbio frequente tra progettisti e installatori è se prediligere un soft starter o un inverter. Chiariamo allora come la scelta dipenda dall’applicazione: l’inverter consente di variare continuamente la velocità del motore durante il funzionamento ed è necessario nei processi con regolazione di portata o velocità. Il soft starter, di contro, interviene solo nelle fasi di avvio e arresto. Per molti impianti industriali, dove il motore lavora sempre a velocità costante, è la soluzione più semplice ed economica. In particolare è spesso l’alternativa ideale alla sostituzione dei sistemi stella-triangolo tradizionali. In ogni caso, quando si cerca un prodotto affidabile, la gamma Eaton rappresenta una scelta consolidata nel settore.
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