Eaton Research Labs si fa protagonista e costruisce il futuro green delle utility
La multinazionale americana dell’energia segna il passo di un altro importante progetto per il futuro green in Europa. L’obbiettivo è, come sempre, ambizioso: un’attività di ricerca e sviluppo volta a dotare le reti a bassa tensione (LV) di capacità di gestione intelligente, così da soddisfare la domanda d’una crescente generazione di energia rinnovabile e di accumulo di batterie. EATON, nei prossimi 4 anni, sarà a capo del consorzio di partner internazionali che lo renderà possibile.

“BEAVER R&D”: il consorzio guidato da Eaton Research Labs
In assenza d’una gestione adeguata, la generazione locale di energia rinnovabile può causare fluttuazioni di tensione, squilibri trifase e sovraccarico termico nelle reti LV. Soluzioni di gestione e monitoraggio tradizionali mediante sensori avanzati, possono sì contenere il problema, ma risultano pesantemente onerose. Ecco perché è nato “BEAVER”, un progetto, co-finanziato dal Ministero federale tedesco per gli affari economici e l’azione per il clima, che mira entro il 2028 a sviluppare un’alternativa.
EATON ha riunito in “BEAVER R&D” sei partner provenienti dal mondo accademico e industriale e, con loro, progetterà e convaliderà tecnologie di sottostazioni intelligenti integrate in un’architettura flessibile e modulare per aiutare le utility a migliorare in modo economicamente vantaggioso la consapevolezza e il controllo in tempo reale. Insieme, i partner creeranno hardware vari, tecniche di monitoraggio open source e algoritmi di stima dello stato, oltre a supervisionare le convalide di progetti pilota, di laboratorio e di gemelli digitali.

Flessibilità ed efficienza targata EATON
“L’implementazione di sensori avanzati e connettività su un vasto numero di nodi nella rete LV è semplicemente irrealizzabile per molte utility – ha spiegato l’ingegnere capo, Energy Systems, Eaton Research Labs -. Sfruttando la raccolta dati a basso costo e il monitoraggio in tempo reale, la nostra piattaforma consentirà alla consapevolezza e al controllo di adattarsi senza problemi alle mutevoli esigenze, ottimizzando e automatizzando la distribuzione di energia. Ci assicureremo inoltre – ha aggiunto – che queste funzionalità avanzate siano convenienti, facili da implementare e indipendenti dal fornitore, consentendo alle utility di abbracciare la trasformazione in modo rapido e su larga scala”.

Il timesheet di un futuro più green
Nei prossimi 12 mesi il team di progetto si concentrerà sullo sviluppo di un’architettura software per supportare la gestione della flessibilità e la stima dello stato ai margini della rete. Nel 2026 i ricercatori si dedicheranno allo sviluppo hardware attorno alla piattaforma di modernizzazione delle sottostazioni intelligenti e ai sistemi di sensori a basso costo. Dal 2027, infine, l’attenzione si sposterà sulla convalida hardware-in-the-loop e sulle implementazioni pilota.
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